27) Heidegger. Sul trionfo della ragione.
La lettura presenta una parte di un lungo dialogo fra un
giapponese (G) e un interrogante (I). In esso viene affrontato il
problema del linguaggio in un confronto fra Oriente e Occidente.
Sono presenti momenti di forte critica verso la tradizione
occidentale.
M. Heidegger, Da un colloquio nell'ascolto del linguaggio.
I.  Perch vedo ora ancor pi chiaramente il pericolo che la
lingua in cui conduciamo il colloquio continui a distruggere le
possibilit di dire ci di cui veniamo ragionando.
G.  Per il fatto che la lingua stessa poggia sulla distinzione
metafisica di sensibile e non-sensibile, in quanto a reggere
l'edificio della lingua stanno, da un lato, suono e scrittura,
dall'altro significato e senso.
I.  Cos almeno nella prospettiva della concezione europea. Cos
anche da Loro?.
G.  Certo no. Ma, come gi ho detto, la tentazione di ricorrere a
modi di vedere europei e ai concetti correlativi  grande.
I.  Essa viene rafforzata da un processo che chiamerei la completa
europeizzazione della terra e dell'uomo.
G.  Molti vedono in tale processo il trionfo della ragione. Del
resto, non fu questa, sulla fine del diciottesimo secolo, durante
la rivoluzione francese, proclamata dea?.
I.  Non c' dubbio. E si va tanto oltre nella idolatria di questa
divinit, che si accusa di irrazionalismo ogni pensiero non
disposto a riconoscere i diritti della ragione come i pi profondi
ed essenziali.
G.  Si trova una conferma della sovranit della ragione europea e
della sua indiscutibilit nei successi della razionalit che il
progresso tecnico pone ogni momento dinanzi agli occhi.
I.  L'accecamento cresce al punto che non si riesce pi a vedere
come l'europeizzazione dell'uomo e della terra distrugga nelle sue
fonti tutto ci che  essenziale. Si ha l'impressione che quelle
fonti siano destinate a inaridirsi.
M. Heidegger, In cammino verso il linguaggio, Mursia, Milano,
1988, pagina 94.
